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il primo organo sessuale è il cervello. se potessi realizzare tutto quello che ho in testa, probabilmente non avrei tempo di lavorare, avrei un corpo consumato dal piacere, ma ... forse non avrei più fantasie, visto che le metterei in pratica. se ciò che affiora dalla mente si potesse vedere come un film sopra la mia testa, penso che non potrei uscire di casa senza provare un minimo d'imbarazzo. mi sento come in una gabbia, a volte, che non mi permette di esprimere le mie potenzialità erotiche. mi domando, se le persone, o certe persone, percepiscano la forza delle mie pulsioni, dei miei segreti. a volte penso di essere troppo riservata, un tantino troppo misteriosa ed ermetica per poter lasciar affiorare tutto quello che vorrebbe gioiosamente venir fuori. mi domando se l'orgasmo sia un bypass tra la realtà fisica di quell'istante, e la fantasia più recondita, ed al tempo stesso la liberazione di tutti o in parte quei desideri, lo sfogo ed il trapasso di quelle cose che non fai, che non puoi fare, che vorresti ma anche no, per mancanza di spregiudicatezza o coraggio o ancora di vera trasgressione. cos'è poi la trasgressione? per come la penso, la vera trasgressione è il pensiero, è la fantasia non consumata, il gioco, la sensazione, l'odore, il tocco. tutto quello che potrebbe essere. sì, credo che la primavera stia per cominciare.
voglio tornare indietro di 7 giorni....
buon anno a tutti
- c'è il sig. tal dei tali in linea....
- digli pure che non ci sono che torno nel 2010 che sono morta che non gli voglio parlare che non mi interessa che tanto non gli affido più un centesimo e che non telefoni mai più. ciao andrea come và. no. nooo guarda non mi interessa, non ho soldi. eh, ma se non ho soldi che proposte vantaggiose mi fai scusa. eh ma se la pensione integrativa la faccio da un'altra parte secondo te te la passo così me la mangi come hai fatto col flop della niueconomi? ma scusa dopo che mi hai mangiato metà risparmi .... no guarda.. cioè... no! scusa devo andare stammi bene ciao
CURA
le parole le mani l’amore che mi hai tolto per levarti la sete infinita. il desiderio la rabbia il pianto il disinganno, lasciano il posto al vuoto più desolante e totale che mi hai dato in cambio di tutto l'amore. troppo caro il prezzo, in cambio della tua fame e della tua sete, insaziabili e presuntuose. e non ti spieghi, non ti spieghi perché io mi sia ritirata. sono lì nel mio rifugio, lontano da te e al caldo riparo dalle tue tempeste furiose, che si portano via sempre tutto quanto. io non ce la faccio a rivederti. e non ho voglia di parlarti. sto curando il mio amore. sto curando la mente il cuore e l’anima, che mi hai deturpato e violentato nel nome della tua spontanea voracità.
non sei capace di rendere l’amore che divori e che pretendi dagli altri. ma la cosa che fa più male e paura, è che questo non lo riconosci. ti disperi perché non vuoi e non accetti il fatto di renderti conto che non sai come amare. proprio non sai come si fa. cara, è la cosa più semplice dell’universo intero. niente calcoli. si tratta solo di dare e condividere. lasci fumo e nebbia. lasci buio e aridità. lasci vuoto e terra bruciata che nemmeno mi volto a guardare, perché è triste lasciare andare un pezzo di vita buttata via in quel modo. ora mi sto occupando del mio giardino: è grande, è luminoso e colorato, c’è sempre il sole, e i fiori sono di mille colori e mille varietà. c’è un delicato profumo di buono e di calma. lì, al centro della mia oasi pura, crescono l’amore per me e per il mio Amore, intrecciati e forti come un vigoroso ulivo, custode di un’antichissima Arte. Che io difendo, e chiamo Cura.